Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie II Volume XX (1792)

Volume Ventesimo » p. 4666

di aver compreso Marc'Aurelio fra quelli ch'esso beffò, e certo avendo egli vestite le divise di filosofo, non doveva schernire questo imperatore se non perché lo fu più di lui. Ma il bello è il vedere che Giuliano non si credeva disposta a saper burlare, e non ostante riuscì quanto altro mai in questo genere. Forse sentiva esser cosa contraria all'austerità della sua vita lo scherzo satirico, ma i satirici sogliono appunto essere di massime rigide, e seri per il più nella loro condotta. Del resto non rileverò quanto apparisce empio Giuliano in quanto

opuscolo la qual cosa conferma, che la componesse doppo, che aveva apostatato, e che aveva rilevata l'idolatria.

Tempo fosco nella mattina, turbato, e con qualche spruzzata. Così nel giorno.