o A dì 3 detto mercoledì.
Torno ad inurbarmi lasciando i fertili campi, le ubertose colline, le amene pendici del fecondo Castello, ove vorrei che venissero gli agricoltori oltramontani ad osservare come si preparano le semente, formando i solchi nei campi di fave già fiorite, di vecce, di saggina ecc., e le verdi loro foglie seppellendo per ingrassare il letto al grano che vi si sparge fino fra i cavoli. Dove si adopera altretanta industria, o dove ad onta della natural fertilità, meno si perde di quello, che possiamo ottener dalla terra madre benigna, grata, e generosa?