il Datore di ogni bene. Che mi resta nella vita? Il timore, e la speranza del futuro. Noi siamo all'osteria dicevano gli Egiziani. Questi facevano portare sul fine dei conviti la figura di un morto per animarsi a godere (Erodoto lib. II cap. 79) e Trimalcione era di questo medesimo gusto (Petronio cap. 34). Io che tanto ho veduto, se non con gli occhi del corpo almeno con quelli della mente, stimai, e stimo più dei piaceri materiali quelli dello spirito, i quali possono godersi anche in vecchiaia, ma non ostante anche questi piaceri svanir devono, e neppure resterà la memoria di averli goduti se una vita avvenire non conservasse l'esistenza di quest'Io. È giusto assai lo sperarlo, ma il timore che in essa si paghino le pene dei nostri falli, non lo cancella né ogni godimento attuale, né ogni sistema di empietà che si adotti. Se pure