Si stimi la loro imbecillità in venerazione del merito vero dei loro antenati l'esigere che perché sono facoltosi, si apprezzino senza sfamarsi alle loro tavole, il volere che in faccia a Dio, ed agli uomini non debba esservi eguaglianza, il domandare che tutti chinino il capo, avanti ai loro cocchi, credano caste le loro mogli, eterne le loro stirpi, soggetto alla loro volontà l'ordine della natura, infrangibile il loro ceto ecc. voghiamo gli occhi alle terze e ricordiamoci ciò ch'è, che fu mai sempre la plebe in Atene, in Roma,