le antichità, con alcuni pochi di geografia. I primi sono stati quelli, che più mi dilettano per conoscere lo sviluppo delle cognizioni umane, il valore dei loro maestri, e come, e quanto essi formino la morale dei medesimi. Ma quante volte mi danno questi libri da meditare, che le scienze poco riformano il costume, e che distante è assai il dono del genio dal dono della virtù? Gli uomini portano ancor nei soggetti innocenti quella tinta di perversità, che colorisce troppo spesso ogni altra loro azione, e questo riflesso umilierebbe il mio orgoglio se potesse averne, e se mi sapessi, o volessi troppo