glorie dei nostri antenati, le menzogne dei panegiristi devoti, e cortigiani, le satire dei nostri antichi democratici, e la sconfitta della debolezza, e della disunione. Nei cronisti più vecchi scorgo una domestica lealtà, nei più moderi l'aristocrazia più vana, che con genealogiche menzogne copre i vili sviluppi delle facoltose famiglie, e tardi da scrittori più critici svolgersi le sacre e secolaresche imposture, senza sperare di scorgere il vero nel buio dei secoli, che logorati hanno i monumenti