non possono caratterizzarsi. Un tal pregio è riserbato alle stamperie più celebri dei secoli XVI, XVII e XVIII e pare che con premura si continoverà la cura spingere più avanti l'impegno col quale l'arte uscì dall'infanzia. Io non consiglierò il gusto dei collettori a preferire le antiche, alle moderne edizioni; dirò loro solamente che le più corrette sono le più preziose, e che meno portano in generale questo merito le seconde delle prime, perché intorno ad esse non si prestano, o non sono impegnati a farlo uomini intelliggenti, fra i quali gli ultimi furono forse i fratelli Volpi. Hanno i moderni tentato d'imprimere