di due e mezzo come sempre ha usato la nostra zecca, avanti che s'immaginasse sotto Ferdinando I nel 1595 di mascherare la medesima zecca con una supposta in Pisa, che dasse senza derogare al credito della prima, una minor bontà, sopra di che va consultata l'opera dell'Orsini Delle monete medicee.
Quello che mi diverte è l'osservare che noi, piccolo, povero, disastrato paese, ci ponghiamo a migliorar la moneta, mentre altri grandi, ricchi credono far bene a peggiorarla. Ma noi abbiamo di lunga mano idee più giuste in questa materia, e non temiamo che ci struggano la nostra moneta, perché crediamo, che per ottenerla ci sarà pagata, e col prezzo altra ne conieremo, talché la bottega