di Modena, mi scrive, che vorrebbe proseguire la storia del suo antecessore Tiraboschi per il secolo XVIII. Credo, che sia presto, se non dimentica gli ultimi letterati defunti, se non ristringe alla nomenclatura sterile dei loro scritti se non abbandona le buglie per i riti chinesi, per il giansenismo, per il valore dell'estinta Compagnia, soggetti, che hanno prodotti libri in troppa copia e da riempire inutilmente molte scansie. L'interesse poi dei librai fa che sempre più si scavino i '400 la qual cosa in poco tempo produrrà, che alcun di loro non resti ignoto, meriti, o non meriti di esser più preso fra mano, come non meritano tanti opuscoli usciti nel tempo della Riforma, e così apprezzati