terrene. Ancor non si è arrivati a disegnare la generazione delle nostre cognizioni, a classare in un ordine, che sia naturale, e vorremmo istruirci con la lettura di molte opere uscite da penne tanto fiacche quanto la nostra? Qual non lo è? Fuori di quella che vergò i sacri libri, un'altra non ne conosco, che possa contentar tutti, doppo che neppur quella tutti appaga. Ciascuno adunque, prima che vagare liberamente scelga, e si fermi in pochi volumi lasciando all'avida curiosità, all'intemperanza letteraria lo scorrere inquieta per tutt'i sentieri segnati da presuntuosi scrittori, senza sicurezza di soddisfarsi mai. Io