Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie II Volume XXXI (1803) - Parte I

Volume Trentunesimo - Parte prima » p. 146v

Si narra che Leibnitz

quel vasto genio, che seppe essere istorico, giureconsulto, metafisico, filosofo, mattematico sommo, assicurava, che tutte le sue cognizioni non le aveva attinte, che da pochi volumi, e la sua biblioteca non serbava se non le opere di Platone, Aristotile, Plutarco, Sesto Empirico, Euclide, Archimede, Plinio, Cicerone, e Seneca. Quanti hanno saputo istruirsi con sì pochi maestri? Quanti poi leggono vaste raccolte di libri, e nome non meritano quanto esso?