mostrano, se mi sono occupato ad istruirmi, a meditare per ornarmi lo spirito di cognizioni, e di saviezza. Ma ora posso vantarmi per savio, e per contento? Tradirei la verità ad asserirlo. Sono un imbecille, come il più volgar dei mortali, sono affatto scontento, e poco convengo con Socrate, che il conoscer se stesso sia l'apogeo della sapienza, mentre una tal cognizione non involve l'esser virtuosi, atti a sopportare i mali della vita, a poterci rendere utili, ad acquistare la tranquillità interna, a prepararci una felicità per qualunque sia il principio, che ci anima, a piacere a chi ci