che sono state dai tribunali laici, e dall'Inquisizione a questo pregiudizio, o all'iniqua opinione sopra l'esistenza delle streghe sacrificate, e bruciate la quale opinione in vano è stata combattuta mille volte, e sostenuta altretante (Ved. la prefazione dell'abate Tartarotti al libro che citeremo). In ultimo il dotto abate Girolamo Tartarotti di Roveredo un vol. in 4° pubblicò nel 1749 che fece strepito, e invogliò il marchese Maffei a negare ancor la magia, ch'egli non aveva impugnata. Bisogna che io dica che da fanciullo anche a me fu insinuata questa credenza sulle tracce della dottrina del Bellarmino, ma che poi