chiunque ha in pregio Montaigne deve stimare la cura, che si è avuta per questa edizione
confrontandola anche con quella del 1525 procurata dalla Gournay ved. t. II p. 280 come l'altra del 1635 (t. III p. 43) e notando le varie lezioni, le aggiunte, alcune delle quali si sono perdute perché scritte in foglietti staccati , e le altre mutazioni da lui fatte. Ma il carattere è minuto, le note non tutte necessarie , quantunque meno del bisogno sovente, e priva del saggio almeno dello scritto dell'autore. Non mancano in fine le nove lettere di Montaigne, ed il discorso De la boetie, ch'è nell'edizione di Coste.