il suo libro è un orribile, e minuto repertorio d'ingiustizie, d'indecenze, di disattenzioni, di durezze di ogni genere che soffrono i carcerati. Eppure questi sono quell'individui, che non potendo provvedere a se stessi doverebbero interessare la pietà, e la giustizia dei magistrati con fare osservare i regolamenti ch'esistono, per supplire alle loro necessità, per alleggerire al possibile i loro inutili patimenti. Ma l'uomo non sa farsi proprio lo stato di un infelice, ed un preteso reo di rado