R. M. La voce confermata nel pubblico che Vostra Maestà possa intraprendere un viaggio per Barcellona anima il Senato fiorentino a porre a' suoi piedi le più fervorose istanze perché voglia avere almeno la clemenza di differire la sua partenza da questi felicissimi stati, per evitare le conseguenze che fondatamente si temono nell'assenza della sua augusta, ed amata persona, e real famiglia. La preziosa salute della Maestà Vostra non ancora consolidata, lo stato d'inoltrata gravidanza di Sua Maestà la regina, la tenera età del Reale Infante, sono tutti oggetti cari alla nazione che non vorrebbe vedere esposti ai pericoli ed incomodi di un viaggio: ardisce inoltre il Senato di porre in vista che l'assenza dell'augusto governo nel vortice delle attuali vicende, potrebbe esporre lo stato a tanti pubblici disordini, che non è permesso neppure di provvedere per giusti riflessi. Prostrato al real trono si lusinga del cuor magnanimo, ed amoroso di Vostra Maestà che si degnerà di provvedere all'allontanamento dei temuti mali, e pericoli con accordare la grazia che come sopra umilmente implora. [non di mano Pelli:] (assenti: Bartolommei, Alessandri; non firmati: Guadagni, Cerchi, Covoni).