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Plinio lib. VII cap. 26. Andiamoci con questo esempio a fidar poi della fortuna.
Si sa il conto che vien fatto alla storia del nostro Giovanni Villani, e della continovazione che fecero Matteo suo fratello, e Filippo suo figliuolo. Del primo l'edizione più stimata è quella de' Giunti del 1587
. Il Muratori prese a riprodurre questa storia nel t. XIII degli Scrittori delle cose italiche servendosi in specie di un codice che fu di Giovanni Battista Recanati, e che ora è nella libreria di San Marco a Venezia. In Firenze la Stamperia Granducale pensava appunto in quel tempo di riprodurre uno scrittore sì pregievole, onde fu visto di mal occhio, che fosse comparsa l'edizione milanese del 1729. Quindi comparve una lettera la quale tradotta in francese si trova nella Biblioteca italiaca di Ginevera vol. VIII