Quello una malattia sofferse descritta da lui medesimo che da' medici fu detta "morbo aristideo" la quale per tredici anni almeno stranamente lo afflisse doppo il trenta di sua età; questo di avere avute in sogno visioni strane raccontò con tutta l'impudenza tratti entrambi da un eccesso di amor proprio, di vanagloria, di entusiasmo, di fanatismo, bench'entrambi nelle lettere valessero assai, ed il secondo più ancora del primo. Io non mi farò peso di dire di più perché di Aristide che fiorì dal 130 di Cristo in qua circa, un sunto di vita tratta da suoi scritti ha data il noto Vincenzio Malacarne nella parte I del t. VIII delle citate Memorie della Società Italiana, del Cardano che fiorì nel sec. XVI un buono articolo ha inserito il cavalier Tiraboschi nel t. VII parte I della Storia della letteratura italiana servendosi pure della vita, che di