circa 28 di etisia senza lasciar prole. Coltivò le belle lettere, pubblicò delle poesie, e riunì i buoni studi alla professione militare. L'amico rende all'amico con patetica eloquenza un elegante tributo di lodi, e sul fine vi sono alcune poche delle rime recitate in una privata società letteraria di cui il conte di Villa fu dei fondatori nel 1782 dalla quale una raccolta di prose, e di versi col titolo di Ozi letterari si pubblicava. Del suo caso è parlato nel poemetto del conte Vincenzio Mareco di Castellamonte De phtisi uscito appunto nel 1787 a Turino in 8°. Transunto (in 8°) degli atti della Reale Accademia delle Scienze di Torino per gli anni 1788 e 1789 compilato da Balbo mentre era segretario aggiunto, il quale prova qual possesso abbia delle