Meditazione profana. Si trovano attorno a noi tanti ignoranti che non ci sanno dire il sommato di otto più sette e s'incontrano tanti libri, che ci narrano infinite fantastiche novelle uscite dal loro cervello.
Ho 110 volumi della Biblioteca de' romanzi, che che m'informano di più di 5.000 storie create di ogni genere.
Ho una raccolta di sole novelle italiane non piccola, che mi racconta delle storie o vere, o rabbellite.
Ogni popolo, ogni vecchierella ha le sue, o ne ha a dovizia, ed una di queste mi divertiva assai nella puerizia, senza che sapesse leggere.
E tutto questo non è prova dell'immensa energia naturale della nostra immaginazione, che s'infiamma in tutte le occasioni, maneggiando la penna, il pennello, il bulino, lo scalpello quando è organizzata più in un modo, che in un altro, senza che se ne possa scorgere, e indovinare il come?
A sangue freddo si può concepire, come nella mente di un uomo nascer possano imagini, quante ne legghiamo nei libri impressi, quante sappiamo, che restano inedite in ogni paese sotto la polvere delle biblioteche pubbliche, e private?
Il gusto del singolare è comune, e l'Oriente, e l'Occidente ha egualmente romanzi di cavalleria, e di amore, storie tragiche, e maravigliose.
Quello inventò il regno delle fate, estremamente feroce di fatti strani, e stupendi, ma inverisimili; questo mascherò la storia riempendola di finzioni false, e capricciose.
L'ignorante non cura più il vero, dell'inventato, e la plebe avvezza a credere, non scandaglia mai con criterio quanto gli vien narrato.
Quindi i furbi gli spacciano falsi miracoli, i destri false guarigioni, i ciarlatani false storiette, e nei caffè del Cairo, di Damasco, e di Aleppo è contento di divertirsi, come sulle piazze di Venezia, e di Roma, Trovando, chi gli racconti avvenimenti di qualunque specie, purché lo sorprendano.
Ancor io mi sono provato in questo genere tessendo la Vita di Arlecchino, e gettandovi dentro non tutte le sciocchezze, che si sono sentite di lui sul teatro, m'altre di un altro colore.
Non ostante non mi sono accostato a comporre un romanzo copioso di strano fatti, sparso di teneri sentimenti, fiorito di rare vicende, e condito l'ho solo di un poco di satirico.
Questo ha dato il fondo a non pochi romanzi, ma perché non sia una tessutara di libelli, vi vuole dell'immaginazione non volgare.
Insomma, se altro non ci mostrasse quanto l'uomo diversifica da ogni altro essere, la massa unicamente dei romanzi, che ha creati, lo dimostrerebbe.