Ieri sulla piazza di Santa Maria Novella si celebrò con fasto la benedizione di alcune bandiere austriache, della qual festa verisimilmente parleranno ancor le gazzette nostre.
. A dì 28 detto giovedì.
È tempo ancora che io palesi candidamente i miei leali interni sentimenti sopra le cosa passate? Se lo è, ecco nelle annesse carte un esame sincero di quanto ho veduto, ho pensato, e penso tutta via.
Cartiglio
Esame. Perché non vi era in Toscana chi fosse malcontento, e potesse esserlo, a riserva forse di qualche oscuro malvagio, il quale non manca mai di allignare, come gli spini, nei campi fertili, e meglio coltivati, così non vi era chi di buon animo in lei bramasse che si facesse una Rivoluzione. Ferdinando III era buono, dolce, umano, e faceva godere un'invidiata tranquillità, e libertà da tutta l'Italia, né di nuovi pesi caricava i suoi sudditi. Come fosse andata in Francia la Rivoluzione tutti lo sapevano, e sentivano rimbombare le strida delle vittime del dispotismo, e dell'anarchia democratica. All'occupazione di livorno si potette conoscere qual fosse la lealtà dei francesi, e molto più quando si dovettero pagare replicati imprestiti, e contribuzioni all'ombra di quella pace, e neutralità, che ci era stata venduta. Ciò non bastò, e la Toscana fu occupata, il Granduca fu scacciato ecc. ecc. Chi fu colui che allora potesse pronunziarsi democratico il quale o non fosse imbecille, o troppo timido, o bisognoso troppo? Si potette tosto vedere che la Toscana non sarebbe stato un paese libero, ma una provincia francese destinata ad esser sacrificata al suo interesse, alle sue vedute. Quali dunque di coloro, che presero parte al nuovo governo sono i rei, sono i traviati, sono gl'innocenti? Rei quelli che avevano lo stipendio dal principe, senza sicurezza di perderlo accettarono impieghi repubblicani.
Glossa margine sinistro
Ved. un cantone in Bacone De aug. scientiarum lib. VIII cap. 7 m. t. II p. 287.
Quelli che coadiuvarono con progetti, e con consigli spontaneamente a disorganizzare l'antico governo, che proposero farsi guerra agli aristocratici, agli ecclesiastici, ed occuparsi in qualunque modo i beni loro. Quelli che si armarono contro le potenze esterne, che volevano riconquistare il perduto; quelli, che senza necessità si offersero per istrumenti di tutte le violenze, di tutte le vessazioni in qualunque modo esercitate dai francesi, quelli che ai medesimi prima dell'invasione servirono di agenti per eseguirla; quelli che le note degli ostaggi da prendersi tesserono. Traviati quelli che al momento dell'ingresso, o di poi corsero all'albero della libertà per salvarsi sotto l'ombra, cercarono impieghi, gli esercitarono onestamente, applaudirono al nuovo ordine sulla speranza, che dovesse spargere più dose di felicità fra il povero popolo, cooperarono per questo fine ad appianare i ranghi senza scosse, e senza decise ingiustizie, scrissero a favore della democrazia senza proteggere l'irreligione, il mal costume, l'inesperienza, loro fece cadere in dei lacci. Innocenti coloro, che vestirono le divise della democrazia per esser risparmiati nelle persecuzioni, che si ascrissero alla difesa delle patrie loro, che servirono alla cosa pubblica, non per le rapine della dominatrice nazione, che procurarono di salvare la loro fortuna, che obbedirono soltanto onestamente con tutto il loro zelo, arti non malvagie impiegando per piacer più che delle circostanze di lor miseria possono restar scusati, che per l'esercizio delle loro arti dovettero occuparsi in cose dispiacenti agli aristocratici. Ecco le idee che mi sono fatte per giudicare di quanti sono, e saranno accusati nel ritorno felice sotto il governo di un ottimo principe. Combinazione fortunata, e imprevista, che questo ben sollecitamente sia successo, senza di che le due prime classi sarebbero molto cresciute di numero, e nell'ultima sarebbero caduti non pochi. E gli emigrati? Questi hanno la presunzione di essere o rei, o timorosi. Per questo dovrebbero esser richiamati con l'assegna di un termine, e con una carta di sicurezza per fare le loro difese quando di pronunziati, e provati delitti non fossero veramente colpevoli. Doppo di ciò si potrebbero confiscare a benefizio di luoghi pii i beni loro liberi, salvo il diritto ai figli, alle mogli, ai creditori ecc. Felici ora quanti non si discostino dal fare queste riflessioni, dall'esaminare le accuse presentate con questi riflessi. Essi averanno sempre per testimoni della loro onestà la loro coscienza, e l'approvazione dei buoni, che languiscono, alla vista dei mali incalcolabili di tanti loro simili. Ma costoro saranno nella classe di coloro che tali converrebbe, che fossero?
Lo comenterò questo esame? Non già, per non condurmi a fissare delle opinioni sopra degl'individui, che compiango onestamente