E chi può essere il giudice della voce pubblica? Chi vada per le vie, e di casa in casa raccogliendo i suffragi. Ma costui empirà sicuramente il suo bossolo ben presto non "non liquet" se vorrà tacito serbare i voti che abbia ricevuti per assolvere, e per condannare ciò per cui è stato mandato in giro. La plebe è come l'esca, la quale se da un lato non sia accesa, non s'infiamma, come la mina, che non scoppia se alla sua traccia non si dia fuoco. Chi l'accende, chi gli dà fuoco produce la voce pubblica, cioè una fiamma, una rovina non spontanea, ma procurata senza la cooperazione della parti intermedie. Scorre di bocca in bocca la fama, ripete il suo suono, come i cantori eseguiscono le loro parte senza attendere all'intenzione prima del compositore della musica. Ben pochi sono coloro che possono dar conto motivato dei loro sentimenti, perché più sono gl'ignoranti, e ben pochi lo fanno senza esser prevenuti, quando spinti non vi