Ho gettate in carta alcune sincere riflessioni sopra il mio presente stato, che deposito qui appresso, e che lo dipingono veramente com'è.
Cartiglio
Riflessione. Io mi trovo nella situazione, che ho desiderata, anzi ho preparata, ho guadagnata, che con una buona famiglia, che mi ama, con una virtuosa figliuola, ed amica la quale ha tutto l'attacco per me, che appena potrei sperare quando derivasse da' miei lombi, ho tutti quelli onesti comodi che sono adattati alle mie circostanze, e fin qui nulla mi manca per soddisfargli, ho piacere alla lettura, e posso goderlo, ho del pendio a star solitario, e quasi niuna cosa me lo impedisce, dunque nella mia vecchiaia sono felice.
Glossa margine sinistro
Bacone la dice "aetas tarda, et tibula".
Sì certo per tutte le cose esterne, ma perché l'età stessa mi pesa, perché tutte le mie facoltà s'indeboliscono, perché devo ancor servire, perché tutta l'Europa è in convulsione, perché la mia patria non è per esser per molto tempo tranquilla, perché vedo molti infelici innocenti, e molta perversità fra' miei concittadini, perché si accresce in me di continovo la sensibilità per cui tutto mi urta, mi scuote a diritto, e a traverso anche i libri, i discorsi, le novità, perché non posso fare il bene, che vorrei, impedire il male, che osservo, perché mi sono ingannato sopra gli amici, perché devo reprimere quasi sempre i miei sentimenti, ed i miei giudizi, perché devo restar passivo, e come la chiocciola ad ogni piccolo tocco rientrar nel mio guscio ecc. ecc. ecc. Io vado consumando i miei giorni con ringraziare profondamente la divina Provvidenza, molto meno bene di quello, che mi lusingavo quando ero arrivato a concentrare nella mia casa la concordia, l'unione, la pace.
Glossa margine sinistro
Oh! Quanti beni riconosco però da lei nelle passate calamità. È inutile, che li esterni quando gli sento profondamente con sincerità, e gli confesso in faccia a lei.
Senza di ciò veramente non potrei resistere alla tempesta, che da tanto tempo ci affligge, che renderà memorabile l'ultimo anno del secolo XVIII, che lascerà delle tracce ben lunghe e profonde sopra la massima parte di Europa nelle contrade, che meno meritavano esser vittime della perfidia, come lo sono state, e lo sono, perché la vera base della felicità, se non è nella propria famiglia non è mai solida, stabile, intiera. Questa adunque mi consola almeno assai quanto può consolarmi, mi sostiene, e mi fa vedere, che molti disgraziati lo sono per colpa propria, avendo cercato a procurarsi fuori il ben essere, ed avendo trasandato di consolidarlo attorno a sé con quelle arti, che la prudenza inspira ne' cuori onesti. Se questa non basti, perché degli accidenti improvvisi, e strani rendano motivo di dolore questa stessa unione conforme alla natura, vuol dire che l'uomo deve tendere ad essere felice altrove, ma non qua.
Si confronti con quello, che altre volte feci travedere in queste Efemeridi quando vivevo in casa altrui, quando mi annoiavo troppo solo, quando pensavo a dare uno stato alla mia buona Teresa, e si concluda, che ora sono arrivato al colmo del mio domestico bene. La medesima me ne dette ieri una caparra con regalarmi un anello, che porterò sempre. Io ripenso poi alla felice sorte di suo marito nel ricevere una replica da Pavia del celebre abate Andrea
Glossa margine sinistro
È del dì 8 stante fra le mie lettere.
, il quale mi accenna le disgrazie di vari di quei più famosi professori (Fontana, Barletti, Aspruni, Moscati) arrestati, altri fuggiti,