del Baldinotti aggregato a Siena l'avevo già partecipata. Conosco la carta, e se non voglio nuocere a me neppure voglio nuocere ad alcuno senza positivo, ed aperto comando indispensabile, perché sono uomo onesto.
Tempo simile.
ø. A dì 24 detto mercoledì.
Si sono avute nuove dai Fabbroni, che nel dì 7 non erano partiti di Parigi, perché l'affare pendeva sul finire. Potrebbe esser meglio che indugiassero?
Glossa margine sinistro
Partì nel giorno di domani.
Glossa margine sinistro
Il grano è valso scudi 34, l'olio scudi 90, 0.
Non ho potuto trattenermi dal porre in carta quello, che di me ho meditato cento e cento volte. Eccolo qui appresso.
Cartiglio
Meditazione sopra me stesso. Sono nato timido, e sensibile. Per la timidezza sono stato prudente, circospetto, misurato, solitario. Per la sensibilità ho sofferto moltissimo in varie epoche della mia vita. Quando fanciullo perdetti i miei, e dovetti lasciare la casa paterna; quando la mia ristretta fortuna mi agitava per cercar pane; quando copersi l'impiego di Segretario della Pratica di Pistoia, e Pontremoli; quando la mia cara figlia fu tradita; ora soffro per le tante cose avvenute in momenti, e che avvengono di ora in ora. Per la timidezza ho scansati i perigli della gioventù, ho preferito a tutto lo studio pacifico, e le forti passioni mai sono valse a slanciarmi nella folla, a mescolarmi nella corte, ad uscire dal tranquillo moderantismo nella lotta delle opinioni che hanno sconvolto le teste a' miei dì. Per la sensibilità ho goduto a salti di qualche baleno di felicità, e fra i miei libri ho trovato il miglior pascolo per il mio spirito, non fra i rumorosi tumulti del gran mondo, non fra la soddisfazione de' miei desideri, o delle mie passioni. Or vecchio...
Glossa margine sinistro
"Senes omnia metuunt praeter Deo" Bacone.
Mi sento sensibile, ma più timido ancora, incerto, dubbioso in tutte le circostanze, spaventato per il futuro possibile, e riconcentrato nel mio nulla in balia solo della Santa Provvidenza
Glossa margine sinistro
E questa nell'aprile 1800 mi procurò la giubbilazione, onde sia sempre più ringraziata.
, e di quel Gran Dio, che mi trasse dal nulla. Ero già disingannato del mondo, e degli amici, che vi credevo di essermi fatti. Le idee sviluppate in certi celebri libri le avevo già rilevate per meri sogni, o inganni delle artificiose mire dei loro autori. Poche cose vere ho trovate, e molte ottime guastate dalla malizia, e della ingenita perversità dei miei simili: tutto, in tutto ciarlatanismo, inganno. Ho scoperto l'andamento naturale delle cose, ma ho veduto che l'ignoranza, e la passione lo turbò, lo turba, lo turberà fino alla consumazione dei secoli. Le mie Efemeridi segneranno lo stato dell'anima mia da quaranta anni in qua, e saranno il processo del mio individuo, la memoria del quale si perderà presto perché non possessore di gran virtù, né reo di gran delitti. Dio mi riceva fra le sue braccia pietoso, e l'eterna esistenza del mio spirito compenserà di gran lunga la breve, ed infelice, che ho avuta su questo pianeta.