Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie I Volume IV (1760-1761)

Volume IV » Diario » 1761 » Aprile » p. 149

o Venerdì a dì 10 detto.

Tempo vario.

Dice Montaigne (lib. II cap. 11) che i suoi amici s'ingannavano nel giudicare delle sue qualità, e virtù, chiamando in lui prudenza quel ch'era fortuna, ed innocenza quella ch'era una bontà accidentale. Lo stesso posso dire di me, e credo che anche agli altri accada la cosa medesima. In fatti noi c'inganniamo quasi sempre volendo spiegare i motivi interni delle umane operazioni. Sobrio, e casto chiamiamo quello ch'è tale perché non sente gli stimoli del senso, prudente quello ch'è timido, coraggioso quello ch'è spensierato, interessato a far bene quello che fonda sopra di ciò semplicemente un punto di ambizione ecc. ecc. ecc. Ma importa che le azioni abbiano un principio diverso da quello che trasparisce a prima vista? No davvero. Purché gli uomini operino bene, poco importa il perché operino così.