specie, non abbellivano con gioconde imagini l'esser suo. Poeti a migliaia sperarono d'immortalarsi con i loro versi; peripatetici sottilissimi si lusingarono di sostenere l'impero del loro maestro; glossatori, canonisti in gran copia pretesero di aver tratta l'essenza del diritto, onde fuor di loro non esistesse ragione, e pesanti volumi vergarono nelle loro vigilie, che subissarono con i nomi dei loro autori nell'oblio, e nel disprezzo. Mi duole assai di loro, del sudore sparso senza frutto, delle fatiche sofferte a pura perdita, e del poco avanzamento, che la vera dottrina ha fatto per opera di Paolo Riccio, che della cabala, di Agostino Panteo, che dell'alchimia, del