trovata in carrozza".
Nella supplica diceva che stante il trovarsi assente gli era bisognato "pigliar pratica et amicizia d'un suo amico" il quale la sostentava, e gli porgeva aiuto per tirarsi avanti con ogni ritiratezza, e riguardo possibile, e che risolvendosi a ritornare col consorte bramava che non avesse notizia di questo "demerito avendo ella sempre tenuto il suo decoro, ed onore". Nel suo testamento rogato da messer Giovanni Filippo Pandolfini ne' 26 gennaio 1674 questa donna lasciò molti legati pii, messe, elemosine, al marito scudi 300, scudi 100 a un suo fratello, scudi 4 alla sua sorella, scudi 4 alla sua nipote, scudi 100 per il mortorio ecc.