da sei canti, ma mutate ora le cose voglio lacsiare nel suo disprezzo quest'uomo cabalista, e pieno d'impostura, e lacerare i fogli perché non rimanga altra memoria dei miei capricci, che la Vita di Arlecchino, ed il mio passato aiuto non occupi più la mia reminiscenza. Non n'è degno.
Tempo buono, e tiepido.