umanità delle sue viste. Ma ogni uomo ch'è vissuto, che ha avuti alla mano degli affari, che ha ascoltati i lamenti del pubblico, e dei privati, che ha coltivato lo spirito, e fatte delle riflessioni si persuade che vi è bisogno in ogni governo di fare delle riforme. S'è illuminato sa in grande che l'effetto di queste deve essere l'introduzione della politica libertà, e dell'equilibrio nei pesi pubblici, deve riguardare l'incoraggimento, ed estensione del commercio, l'aumentazione della popolazione, la buona amministrazione della giustizia, la protezione dei poveri, e degl'infelici ecc., ma nel dettaglio forma dei progetti romanzeschi a cui resistono le passioni tutte dei privati, la forza dei potenti, l'ambizione dei grandi, e la debolezza di chi è unicamente collocato nelle tenebre pacifiche di un gabinetto. Dopo questo, che io esamini quello che dice il marchese d'Argenson forse per consolarsi del suo ritiro a cui era stato mandato dopo aver figurato nel mondo, è inutile, e in tanta