Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie II Volume XXXIII (1805) - Parte II

Volume Trentatreesimo - Parte seconda » p. 551

Pensai all'infelice vedova dell'infelice scultore Ceracchi per combinazione, riflettei sopra me stesso.

1804. Tempo bello, poi coperto, e irrigidito. Esame di me medesimo.

Tutto questo ristretto dei passati giorni de' miei compleannos altro non dipinge che il giro di una vita da me meditata, da più lasciata scorrere con l'indolenza, con cui si vede cader l'acqua dalle gronde dei nostri tetti. Eppure nulla vi è che sia più nostro ch'essa; nulla di cui la perdita più costi; nulla che ci faccia più debitori a Dio, ed agli uomini; nulla che più tessa la felicità, o l'infelicità nostra in complesso.

Tempo dolco, umido, ma nel più sereno. La sera però è piovuto e a rotta.