Io non mi dirò, qual si disse il Salvini, il grecista nella lez. IX delle sue Prose toscane "ruvido, inciprignito, imperterrito, amaro, inesorabile", dirò bensì che di assai liberi sensi i miei scritti punto non mi dipingono piaggiatore, non che smaccato lodatore, e che serviranno ad avvalorare chi del mio carattere, timido, ma deciso, e ruspo ebbe oppinione, perché vi troveranno dei giudizi, non piacevoli per tutti, i quali ripassandoli ancora disapprovare non saprei, benché voglia non abbia di pugnare per sostenerli inconcussi, e nel rango degli euclidei raziocini, o assiomi.
Tempo deliziosissimo, e freddo.