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del Creatore, altre volte per piangere sopra la cecità dei miei simili. Non di rado ancora vi traggo degli argomenti della loro imbecillità, e v'imparo, che Cornelio Agrippa non ha sempre torto. Quando vorrei pensare ricorro a questa scansia, ma mi scaccia da lei la massa degli errori, che vi scopro, talché dir posso esser quella che mi è ormai la meno utile. Ma ne potrei far di meno? Sarebbe sciocchezza oggi dì il pensarlo, perché sarebbe indolenza per indagare le cagioni delle cose.