Il gusto di serbare tutte le cose un poco singolari in qualunque genere mi fa riporre nella Filza giornaliera XVIII num. 13 il primo libro di Virgilio tradotto nel metro dell'originale dal cittadino Francesco Grassi turinese uomo instruito nelle buone lettere, ma secco, acciò si veda come una persona di qualche valore può far male senza saperlo. Già ho parlato del Grassi G 29 p. 62 e non occorre che ne dica di più. L'oscurità di questa traduzione, e la scelta del metro toglie tutte le bellezze dell'originale.
Sempre tempo piovoso, ma si è schiarito nel giorno.