loro ondeggiamento rinascente, che tiene in moto le manifatture, il commercio, la vanità della gioventù. Agli uomini dedicati alla religione va prescritta la modestia, la decenza nell'abito, ma che lo portino lungo, o corto, che si radino o no, è indifferente quando non troppo presto si accosti la montatura a ciò che torni in uso, non si confonda troppo con le costumanze secolaresche, non si distingua troppo in se stesso, ma sia conforme in tutto il corpo. Io non sono di quei filosofi, che deridono le livree, gli uniformi, le vesti di formalità, che disegnano i ceti, corpi, caste. Ma di ciò non è da parlarne oggi.