Do casa 21 gennaio 1804.
Non essendo per alcune circostanze in grado d'intervenire domattina all'adunanza della nostra Società sono rispettosamente a pregare il reveritissimo signor presidente che si degni in mio nome chiedere che sia tolta affatto dagli atti, o sia corretta convenientemente la menzione della morte di monsignor Angelo Maria Fabbroni non punto onorevole come prescrivono le costituzioni della Società predetta perché il lasciarla come sta può essere una solenne scandolosa contradizione con chi prenderà a tesergli un elogio; fatto lo abbiamo ad altri meno del prelato suddetto noto alla repubblica della lettere ov'esso sempre annoverato sarà per le molte opere non inutili lasciate da lui, e d'altri uomini pur di merito morti doppo il 1800 niuna ricordanza è stata presa. Io non fui amico del defunto, ma lo sono del vero, e dell'onore del nostro corpo nel quale non sarà mai lodevole che apparisca traccia troppo marcata di poco apprezzare le doti dello spirito di quanti fioriti sieno in questo felice suolo distinguendosi in qualunque modo fra la massa dei toscani. Per qualunque risoluzione che si prenda esigo almeno, che si faccia registro di questa mia domanda che una volta o l'altra non sarà trovata men che giusta. E con perfetta inalterabile stima ho l'onore di dichiararmi di voi signor presidente devotissimo servitor vero. G. Pelli.