e di altre frivolezze, che or poco pregia l'orgogliosa nostra filosofia tutta intenta a voler migliorare la sorte degli uomini con progetti platonici di niuna riuscita. Quelli omaccioni di cui anderebbe scritta la storia per medicar quella del secolo di Cosimo III benché canuti pieni di onori, e di alta fama cantati, quanto meglio di noi passavano le loro veglie, con quanti vezzi condivano i loro carteggi senza ricorrere a comentare, ed a dissertare sulle gazzette, o a sonnacchiare in un cattivo teatro? Bisognerebbe che più delle loro lettere fossero a luce, e che lette fossero dai giovani anzi che