A II 31
dell'Ariosto imbastita dal Pulci, e che col Ricciardetto non si compì, onde ora è venuto un Luigi Tadini a darci il Ricciardetto ammogliato (vol. II in 12° Crema 1803) ch'è pure un poema comico, il quale aspetto con impazienza di leggere, trovandolo lodato.
Ma doppo non potrebbero cantarsi gli altri destini dei valorosi capitani di Carlo Magno? Certi soggetti non hanno termine se non la prudenza, e la stanchezza di chi gli maneggia. Quindi io voglio esser prudente perché l'età mi rende stanco, e più non voglio scrivere di Arlecchino per quanto fossi tentato di farlo, ed avesse il come.