di trovar piacere nello studio. Dunque rifletto a coloro, che non amano le lettere, e gli credo più infelici di me. Lo crederanno essi? No certo per loro disgrazia, se disgrazia è il sentire delle passioni più insulse, più singolari, più delittuose, e non le innocenti, ed utili. Eppure vi sono uomini, e donne felici nel vizio, quanti altri nella virtù. Conosco un grosso genovese esiliato in questi giorni per sodomie, che anteponeva vilmente l'amor dei ragazzi, ad ogni altri, e costui ha il fratello maggiore rinchiuso in una fortezza per avere ammazzato il padre. Dunque questi scellerati fratelli disonorano senza crederlo la specie umana,