destinatoci o il fratello don Filippo che andò a Parma, e si dichiarò contrario a Francesco II ancor quando fu Francesco I sul trono dei Cesari. Questa opposizione di genialità, che da ragazzo io stesso veddi, durò qualche anno, ed il conte di Richecourt dolcemente la sofferse, se non che fece bastonare a panca un vecchio computista, che in pubblico sprezzò con indecenza la prossima coronazione di Francesco.
Il tempo spense poi ogni speranza di mutazione e restammo contenti di avere un ramo austriaco, che allignasse fra noi. Le circostanze luttuose d'Italia ci strapparono in seguito Ferdinando III. Ci dettero