Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie II Volume XXX (1802) - Parte I

Volume Trentesimo - Parte prima » p. 726

dovrà trattenersi a Pisa più di quello, che pensava, mi tiene desolato, afflitto ad onta delle tenerissime lettere, che senza interruzione mi scrive.

ø. A dì 14 detto venerdì.

Il mio stato presente non mi permette di applicar seriamente a veruno studio, ma leggo a riprese, a salti, passo senza disegno da un libri ad un altro, mi annoio, mi tedio nella mia solitudine, e mi si affacciano idee tetre di tutt'i generi. Per le circostanze devo star molto in casa, e per lo più ritirato, sicché... sicché... cosa è la vita... cosa sono i nostri disegni, i nostri proponimenti, le nostre speranze!