d'avarizia non sono. Vivo doppo aver corso "Per lungo faticoso, ed aspro calle"
ed avere osservate le altrui follie, e delle proprie aver più volte lasciato indizio in queste carte. Vivo chiamando "Quella, ch'io cerco, e non ritrovo in terra" , ove troppo spesso incontro colei la quale "Quel che vestì il mattin, spogliò la sera, / Chi re s'addormentò, servo si desta" Vivo da lunga pezza persuaso "Che fosse il gioir corto, / E brevissimo in terra ogni conforto" e che "La bella età dell'ora unqua non venne/