che le lettere che si stampano delle persone defunte non sono quelle, che più interesserebbero, e che darebbero aneddoti relativi alla storia civile, e letteraria, ed alle vere qualità di coloro dei quali trattano, perché i riguardi, la prudenza, la gelosia ecc. fa nascondere, o tralasciare, o troncare tutte quelle che sono state scritte con sincerità. Dobbiamo dunque contentarci di conversare in cerimonia con gli autori delle lettere, ed esser paghi di quel poco, che si può imparar da loro. Io per questo, in mancanza di meglio mi trattengo col Muratori che d'altronde è bastantemente e sicuramente cognito, e mi trattengo con gusto, perché mi è comparso sempre uomo rarissimo.