vitalis" atta è a sostenerlo or qua, or là, or più, or meno robusto; e che forza manca nella vecchiaia della vita, e della esistenza sociale, ed il periodo di lei è più lungo, o più breve a proporzione dello sviluppo di certe cause, le quali conducono a morte a cinque, a venti, a quaranta, a settanta anni l'uomo. Senza la "vis vitalis" i governi vedrebbero deteriorarsi gli stati, perché fanno tanti sbagli, quanti ne fa il giovane libertino, ed il politico non gli calcola, perché insensibilmente indeboliscono la macchina senza, che se ne avveda fino al suo sfacelo. Le opere della natura, che ogni riproduce, sono perpetue, quelle dell'uomo, che non segue il suo andamento, sono caduche, e fragili; e la "vis vitalis" destinata a mantenerle, riman vinta una volta, come nella logora decrepitezza.