Quanto è meglio per la nostra propria felicità l'avere un'anima robusta, forte, poco sensibile come fu quella di certi uomini troppo noti nella storia, e di alcuni conosciuti da me, che un'anima che si scuota, ed oscilli a tutti gl'impulsi degli affetti teneri, ed a tutt'i moti delle passioni altrui! Io so dirlo, che ho una delle seconde, e provo troppo spesso... Che cosa provo? Lo scrissi sovente, ed è poco utile, che lo ripeta anche per uno sfogo del mio povero cuore, che spinto è ad invidiar quello di altri, i quali tutto sanno a sé far servire, e in non cale pongono l'umanità, la compassione, l'amore innocente ecc. ecc.