Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie II Volume XXIX (1801) - Parte I

Volume Ventinovesimo - Parte prima » p. 207

serbo non per fasto, non per orgoglio, ma per ridere, osservando quanto poco migliori la mia esistenza incensata, e non intendo come l'abate Lanzi, che mi dicevano quasi cieco, arrivi a stendere un elogietto in una nota. Tutte queste alla mia età, e nelle mie circostanze sono buffonerie letterarie, che non posso deridere in faccia all'amico Francesconi, ma, che derido al mio tavolino, troppo disingannato da gran tempo delle cose del mondo, il quale non ammira se non il vizio fortunato, e disprezza l'oscura filosofia appena rilasciandola a se stessa godere in silenzio di sua grandezza innocente.