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né l'industria, né il commercio. La stampa sostenitrice della cultura, propagatrice delle cognizioni potrà scoprire delle nuove verità, ma chi le raccorrà se l'agricoltore sarà più pezzente, il proprietario dei beni di suolo più vessato, ed incerto di sua fortuna, il mercante scorraggito dalle spesse sue perdite, l'ozioso ignorante, indocile, e dedito ai vizi più che a seguire con curiosa inquietudine le ricerche scientifiche, ed utili per il miglioramento della sua specie? Questa poi condannata per lo più a stare in guardia contro l'ambizione scambierà gli aratoli in sciabole, le campane in cannoni, le telaia in materie per scaldare e consumerà a grado a grado le sue fortune per alimentare le madri,