Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie II Volume XXVIII (1800) - Parte II

Volume Ventottesimo - Parte seconda » p. 36

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ø. 19 venerdì. Giorno del mio compleanno nel quale entro negli anni 72 competentemente sano di corpo, ma non di spirito, ed alzando le mani al cielo ripeto "Domine ne in furore tuo arguas me, neque in ira tua corripias me". "Ne derelinquas me Domine Deus meus, ne discesseris a me". Ed a quanti dolori sono sopravvissuto, quante malvagità ho dovute vedere, come ho dovuto fare esperimento della natura umana corrotta quando meno noi pacifici toscani eramo i rei. Mi pare di veder l'Italia a quei secoli calamitosi ricondotta che tutta la immiserirono vittima facendola dell'ambizione, e delle moltiplicate gare dei potenti, benché di tanti più lumi sia in possesso, e la civilizazione generale delle nazioni sia aumentata. Tempo coperto, e rigido assai.

ø. 20. Io ho sempre il mio Montagne, e medito spesso con lui. Ieri meditavo quanto dice nel lib. I cap. 40 dei tre stati di fortuna in cui si trovò, e paragonandoli con i miei, sentivo che in gran parte le sue reflessioni convenivano con le mie. Ma qui non ho tanta carta per stendere su quello squarcio il mio comento.