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delle cose occorse per il concilio di Basileo, delle guerre dei turchi con gli ungari, e di quelle sempre vigenti in Sicilia. A p. 461 e seg. poi si ha un curioso racconto dei Malatesti non breve, e di altri fatti fin che si arriva all'andata del Papa a Monte Oliveto (p. 482 e seg.) ove del sacro eremo si legge l'origine. Vi si dice (p. 484) che qui soggiornò Matteo Runta siciliano abile poeta latino, che tradusse in detta lingua in verso eroico ("quamvis parm terso") il poema di Dante. Di qui Pio passò a' bagni di Petriolo ove ricevette ambasciatori francesi, mentre regnava tutta via in quei contorni la pestilenza, e quindi se ne tornò a Roma non senza parlarsi dei luoghi per i quali passò, mentre pregio di questi comentari uno è l'aver ragguaglio di varie città, terre, ecastelli, che altrove non è facile incontrare. Delle nuove dalla parte di Perugia, che però paiono esagerate, pare che portino, che sempre i nemici