Pio si mese in animo di fare una crociata contro il Turco al quale effetto intimò un concilio a Mantova, verso la quale, benché dissuaso si mosse tosto.
La descrizione di questo viaggio occupa tutto il libro, non lasciando di parlare dei luoghi ove passò. Fu a Siena (p. 70 e 80) e vi rimesse con fatica la propria famiglia con le altre nobili già cacciate, ed in arcivescovado eresse quella sede: fu a Corsignano, e disegnò tosto quelle fabbriche, le quali in questa sua patria voleva inalzare (p. 78), fu a Firenze (p. 88), e la sua storia accenna in breve facendo un bellissimo elogio a Sant'Antonino, che in quel tempo passò al cielo, ed il carattere del successore Orlando (p. 100), che dalla morigeratezza passò ad una sciocca ambizione dipinge. Degli svizzeri è ancora curiosa cosa quello, che si scrive p. 95 e seg. Il III libro si aggira sopra quanto accadde in detto concilio negli otto mesi, che durò, e quanto fu concertato non senza molti contrasti per eseguire la bramata spedizione. È qui da leggersi p. 137 la succinta storia