Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie II Volume XXVIII (1800) - Parte II

Volume Ventottesimo - Parte seconda » p. 8216v

pare che vaglia la pena il rizzarsi da sedere per andare a prendere un impero, che giovi il catechizzare in un modo o in un altro un nostro fratello. Che convenga attaccar mistia mai per sostenere alcuna fazione, che bisogni ceder sempre alla forza benché altro non sia che l'empia ragione del più robusto, ed aver fiducia nella Provvidenza ecc. che la noia niente mi domina avendo più oggetti, che tempo per riempirli

, troppi amici morti attorno, i quali meglio assai vagliono dei viventi, ed il piacere di riandare le stesse mie cose, che costituiscono la storia del mio spirito ecc. Che la rabbia mi potrebbe sorprendere in qualche momento all'aspetto delle luttuose vicende attuali nelle quali ho veduto, e miro ancora il curvo ferro piagare "Non il pigro terren, non l'olmo e il cerro / ma de' fratelli il petto calar / ... Tremendi, e fieri / De' druidi i nipoti, e violenti / Scuotere i regno, e sgomentar le genti / Con l'armi, e co' pensieri" (Monti Invito d'un solitario se non ripassassi quelle